Il museo della Civiltà e del lavoro in Polesine è stato inaugurato nel luglio 1992, ma la raccolta di materiale, la preparazione e l’allestimento degli ambienti, erano cominciate 10 anni prima.
La raccolta prima e l’allestimento del Museo poi si propongono di far conoscere lo sforzo compiuto dai Polesani, nel periodo che va dall’unità d’Italia alla grande alluvione del 51, per rendere meno faticoso il lavoro in genere, e quello dei campi in particolare, sforzo sempre e comunque finalizzato alla creazione di un modo di vivere più umano, in un ambiente dal quale, con queste attività, traevano spesso l’unica fonte di sostentamento.
Attraverso continue donazioni di materiale da parte di visitatori ed abitanti dei Comuni dell’antico territorio del Manegium, e non solo, nonché attraverso le migliorie apportate all’allestimento, con didascalie, disegni esplicativi e, soprattutto, con la realizzazione di un percorso museale didattico, accompagnato da una guida (dal 1995) riccamente illustrata, il Museo è andato sempre crescendo, tanto che oggi chi entra nel Contenitore Museale può visitare anche:
Come precisa l’annesso alla denominazione di “Museo Etnografico”, cioè “Centro di Documentazione della Civiltà del Lavoro in Polesine”, si è cercato di ricostruire, per quanto possibile in modo verosimile, talvolta con ricchezza di materiale e di documentazione, gli ambienti tipici del mondo polesano povero, generalmente legato alla terra ed al lavoro dei campi.
Si sono quindi realizzate alcune stanze destinate alla vita domestica, come camere da letto degli sposi e dei figli, e la cucina: poi un'aula scolastica, gli ambienti propri del contadino (falci, zappe, vanghe, aratri, ecc) e della stalla (gioghi per mucche e per cavalli da tiro e da lavoro, arnesi vari per il loro allevamento e per accudire ad essi), della cantina (botti, torchi, strumentazione varia per la coltivazione e la lavorazione dell’uva), del fabbro (incudini,martelli,ecc), del falegname (seghe, trapani, pialle, ecc) del sarto (aghi, tessuti, macchine da cucire, ecc), del ciabattino (colle, forme, attrezzi vari), nonché gli ambienti destinati ad attività particolari, come quello per preparare la pasta ed il pane, per la lavorazione della canapa e per filare e tessere.
Si è aggiunto infine un oratorio, piccolo ma fornito di tutto, dall’altare in legno, ai candelieri, ai quadri, al tabernacolo, con il preciso intento di riprodurre un “capiteo”, quelle piccole chiesuole od oratori fino a pochi anni fa presenti in quasi tutte le contrade e oggi a Fratta completamente sparite e dove ci si ritrovava per la festa rionale o per i fioretti di maggio.
La mostra fotografica storica documentaria (ma contiene anche documenti originali) sulla Carboneria di Fratta e del Polesine è allestita in tre ambienti contigui e racconta in maniera didatticamente semplice ma completa la tragica e gloriosa vicenda dei Carbonari di Fratta e del Polesine. Scoperti dalla Polizia austriaca furono processati e condannati prima a morte e poi a scontare duri anni di carcere nelle prigioni dello Spielberg (un mese dopo arriverà anche Silvio Pellico) e di Lubiana.
La mostra è completata da una ricca biblioteca sul tema.
La mostra fotografica storica documentaria sul martire socialista Giacomo Matteotti è stata allestita nel 1974, 50° anniversario della sua morte, dall’Archivio di Stato di Roma. E’ composta da 58 pannelli scorrevoli divisi in 5 sezioni che ripercorrono le tappe fondamentali della vita familiare, sociale e politica di Giacomo Matteotti, rapito e barbaramente ucciso da sicari fascisti il 10 giugno 1924.
Il Museo è dal 2004 allestito nel cinquecentesco palazzo che fu già dei nobili Dolfin e donato al Gruppo Culturale “Il Manegium” dagli eredi Boniotti.
Restaurato può oggi offrire ai visitatori ben 900 metri quadrati di esposizioni mussali allestite per temi etnografici e storici.
Le sezioni etnografiche sono allestite in modo da riprodurre per quanto possibile la disposizione reale degli oggetti e attrezzi mentre nelle sezioni storiche si è puntato molto su un allestimento didattico rivolto principalmente agli alunni delle scuole.
Gestisce il Museo il Gruppo Culturale "Il Manegium Onlus" di Fratta Polesine.
Tutti i soci del gruppo partecipano, in varia misura e con competenze diverse, alla gestione del museo, con turni per l’apertura, le pulizie, la raccolta e la sistemazione del materiale, l ’allestimento degli ambienti. Responsabile legale è il Presidente, coadiuvato dal Segretario e dall’addetto alle Pubbliche Relazioni.
Attraverso contatti con le Scuole e le Biblioteche comunali, l’Amministrazione Comunale di Fratta e l’Amministrazione Provinciale di Rovigo si tengono conferenze, incontri, ma soprattutto si effettuano visite guidate anche con la collaborazione della Cooperativa "Turismo e Cultura".
URL: http://www.smppolesine.it /fratta /pagine /home.php | Last update: 22 September 2009 03:27:23