Il "Museo Nazionale della Giostra e dello Spettacolo popolare" è nato a Bergantino nell'aprile del 1999 per volontà del comune di Bergantino e della Provincia di Rovigo, la quale ha messo a disposizione, fin dai primi anni '90, parte dell'antico Palazzo Strozzi di sua proprietà per creare il Museo della Giostra, in perfetta sintonia con la realtà socio-economica del territorio altopolesano, che negli utlimi decenni è diventato il centro industriale più all’avanguardia nella progettazione e costruzione di giostre della più avanzata tecnologia, in grado di soddisfare, con le sue industrie ed aziende specializzate, tutte le richieste di un mercato internazionale esteso a tutti i continenti.
Il Museo è nato come istituzione unica in Italia nel suo genere, per essere non solo un ambiente di conservazione di memorie, ma soprattutto un centro culturale di ricerca e di documentazione storica per ciò che concerne il complesso e variegato mondo della cultura popolare di piazza. Il museo si propone, pertanto, di raccogliere e divulgare in modo organico e scientifico la documentazione relativa alla storia e all'antropologia della Fiera medievale e rinascimentale, che si è evoluta attraverso i secoli in "Parco dei divertimenti" fra '800 e '900 e poi ancora nel Luna Park contemporaneo: un mondo ricco di fascino e di valori umani, che merita di acquisire, anche agli occhi della cultura ufficiale, nuova dignità.
E' infatti in corso una vera rivoluzione culturale che abbatte pregiudizi e prevenzioni: ciò che un tempo era considerato "plebeo" ed "emarginato", oggi viene riscoperto e riconsiderato. Le scenografie, i canovacci e i copioni degli artisti ambulanti diventano oggetto di studio, di ricerca e di tesi universitarie; sta nascendo, insomma, una nuova cultura molto più aperta, senza compartimenti stagni, di cui il Museo dello Spettacolo Popolare di Bergantino vuol essere un'espressione.
Oggetto d'indagine da parte del Museo sono esclusivamente i giochi e gli spettacoli portati nelle piazze da gruppi professionali mobili provenienti da culture stanziali, che non vanno identificati con i nomadi zingari, i quali hanno un'origine diversa, una cultura propria e costituiscono un'etnia a se stante.
Questo Museo è giovane, neonato si può dire, ma ha già una sua storia. Fin dalla fase iniziale esso nasce con la collaborazione di istituzioni culturali importanti e significative a livello nazionale: l'Accademia dei Concordi di Rovigo, il "Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari" di Roma, il "Centro di Documentazione Storica" del Comune di Ferrara, istituzioni per mezzo delle quali il Comune di Bergantino ha potuto iniziare la ricerca e la raccolta di una documentazione minima, ma sufficiente per creare un percorso storico-antropologico all’interno delle sale di Palazzo Strozzi che si è così aperto al pubblico.
Il Comune di Bergantino, istituendo il Museo, ha nominato anche un Comitato Scientifico, formato dai rappresentanti delle istituzioni culturali che hanno collaborato alla nascita del Museo stesso. E' iniziata così la ricerca affidata dal Museo a ricercatori professionali che hanno operato ed operano in archivi pubblici e privati, situati in località diverse e di varie regioni italiane. I documenti raccolti sono serviti in parte per creare un percorso storico-culturale, che si arricchisce nel tempo all'interno del Museo, e in parte è confluito in pubblicazioni per una più ampia divulgazione della documentazione reperita. Ricerche e pubblicazioni sono stati resi possibili dai contributi del Comune di Bergantino e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Il Museo presenta, attraverso un percorso culturale, gli aspetti storico-antropologici della Fiera e dello Spettacolo Popolare itinerante nelle loro funzioni socio-culturali, ludico-spettacolari ed economiche.
Il filo conduttore della ricerca è lo studio delle origini rituali della giostra e della sua evoluzione nel contesto dello spettacolo popolare, analizzato nelle sue varie componenti: dai semplici divertimenti offerti dai giullari cantastorie medievali al Teatro dei burattini e delle marionette, dai saltimbanchi e giocolieri alla nascita del circo in Inghilterra, dalla Commedia dell'Arte o Teatro delle Maschere al Teatro del Goldoni, dalle lanterne magiche alle origini del cinema nei padiglioni ambulanti, dalle semplici altalene della società preindustriale alle giostre di vertigine del moderno luna park, ecc.
Tutto ciò è raccontato in modo sintetico, anche per mancanza di spazi espositivi più ampi, per mezzo di materiali iconografici (stampe e foto originali, riproduzioni fotografiche), modellini in legno, manufatti artistici, reperti, ecc., tutti corredati da due tipi di testi: una semplice didascalia contenente il titolo e la fonte di provenienza del documento e un testo didattico abbastanza ampio di presentazione di ogni tema delle singole sezioni.
Non numerosi sono i reperti finora trovati, ma preziosi e culturalmente molto significativi, come, ad esempio: alcuni strumenti di musica meccanica originali di fine Ottocento, restaurati e resi perfettamente funzionanti; un tiro a segno del 1845 di significato patriottico; un cavallino di legno di una giostra dell'Ottocento per bambini; ecc.
Questa istituzione vuol essere un Museo per l'aspetto conservativo dei reperti trovati e che troverà, ma la sua vocazione è la ricerca e la divulgazione. Infatti in questi primi anni di vita il Museo ha già pubblicato quattro libri: "Gente del Viaggio - Storie di vita, immagini e macchine degli spettacoli viaggianti di Bergantino", "Spettacoli di piazza a Roma", "I luoghi dell'Altrove", libro-guida alla visita del Museo e “Una casa sulle ruote”, opera di narrativa che vede come protagonisti due ragazzi figli di viaggiatori spettacolisti e narra le loro avventure nella vita itinerante che conducono insieme ai genitori.
Il personale interno al Museo è formato attualmente dal Conservatore-Direttore, nominato dal Sindaco di Bergantino come volontario con rimborso delle spese, da un’impiegata del Comune che opera nella duplice mansione di collaboratrice nella gestione del Museo e di bibliotecaria comunale, e da una responsabile amministrativa, dipendente del Comune.
Il Museo si occupa stabilmente della ricerca archivistica e bibliografica sia direttamente da parte del direttore, sia per mezzo di ricercatori esterni incaricati dal Comune di Bergantino. I materiali reperiti servono per arricchire sia l'esposizione museale che l'archivio e per la realizzazione di pubblicazioni.
Il Museo si occupa altresì della promozione delle sue pubblicazioni e dell'accoglienza delle scolaresche e dei vari gruppi di visitatori per offrire loro un servizio didattico sempre più soddisfacente.
Fin dalla sua nascita il Museo ha sempre avuto l'aiuto e il sostegno dell'Accademia dei Concordi di Rovigo, del "Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari di Roma" e del "Centro di Documentazione Storica" del Comune di Ferrara, istituzioni che collaborano tuttora nella programmazione delle attività del Museo e nella ricerca archivistica.
Fra il 2002 e il 2003 il Museo di Bergantino ha collaborato con il "Museo Het Markiezenhof" di Bergen op Zoom (Paesi Bassi), con il "National Fairground Archive" dell'Università di Sheffield (Gran Bretagna), con il Museo di Essen (Germania), con l'Effecot (Belgio) per la realizzazione di un sito web europeo, in base a un progetto finanziato dalla Commissione Europea, che racconta, attraverso immagini, filmati, testi didattici, la storia della fiera itinerante e del luna park in Europa, dalle origini medievali ai giorni nostri con tutte le connessioni internazionali possibili. Il sito prodotto è visitabile alla pagina www.allafiera.net
Il Museo, inoltre, è stato invitato dall'Associazione Italiana Costruttori (EAASI) a partecipare alla Fiera Internazionale di Genova, svoltasi nei giorni 29-30-31 gennaio 2003 per portare la voce della cultura storico-antropologica nel mondo dell'economia e della produzione di attrazioni per luna park.
Il successo è testimoniato dal grande numero di visitatori allo stand assegnato al Museo e dalla vendita delle sue pubblicazioni in numero che ha superato ogni più rosea aspettativa. Il volume "Gente del Viaggio" è infatti esaurito ed ora è già alla seconda ristampa.
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